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Nel calcio professionistico italiano, e in particolare in Serie C, la stabilità finanziaria è un tema delicato che riempie ciclicamente le pagine delle testate giornalistiche. Ma cosa succede se una squadra di Serie C non paga gli stipendi ai calciatori?
Le regole della FIGC e della Lega Pro sono estremamente severe per garantire la regolarità del campionato e tutelare i lavoratori. Chi non rispetta le scadenze va incontro a conseguenze pesantissime che possono compromettere l’intera stagione sportiva, fino a decretare l’esclusione dal campionato della società inadempiente.
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Le scadenze federali e il controllo della Covisoc
La salute finanziaria dei club di Lega Pro è costantemente monitorata dalla Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche). I club non sono liberi di pagare gli stipendi quando preferiscono: esistono scadenze federali perentorie nel corso dell’anno (solitamente a cadenza bimestrale o trimestrale).
Entro queste date X, le società devono presentare alla Covisoc la documentazione che attesta l’avvenuto pagamento degli emolumenti netti, delle ritenute IRPEF e dei contributi previdenziali dovuti ai tesserati. Non si tratta solo dello stipendio base, ma di tutto il pacchetto fiscale correlato.
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Le penalizzazioni in classifica: quanti punti si rischiano?
Se una società non rispetta una scadenza federale per il pagamento degli stipendi, scatta automaticamente il deferimento e il successivo processo sportivo. La sanzione minima applicata dal Tribunale Federale Nazionale è la penalizzazione in classifica da scontare nella stagione in corso.
Il regolamento prevede sanzioni precise:
- Almeno 2 punti di penalizzazione per il mancato pagamento degli stipendi netti entro la scadenza fissata.
- Ulteriori punti di penalizzazione se l’inadempienza riguarda anche il versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali.
In caso di recidiva o di mancati pagamenti reiterati per più scadenze consecutive, i punti di penalizzazione possono accumularsi rapidamente, condannando di fatto il club alla retrocessione diretta o all’esclusione dal campionato nei casi più estremi.
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La messa in mora e lo svincolo d’ufficio dei calciatori
Dal punto di vista dei calciatori, il mancato pagamento non è una situazione passiva. Gli atleti, supportati dall’AIC (Associazione Italiana Calciatori), hanno a disposizione uno strumento legale formale: la messa in mora del club.
Se il ritardo nel pagamento supera i termini previsti dall’Accordo Collettivo, i calciatori possono inviare una diffida ufficiale alla società tramite raccomandata o PEC. Da quel momento:
- Il club ha 20 giorni di tempo per saldare tutte le pendenze accumulate.
- Se la società continua a non pagare entro questo termine, i calciatori possono adire il Collegio Arbitrale per richiedere la risoluzione del contratto per inadempimento.
- Una volta ottenuta la risoluzione, il calciatore ottiene lo svincolo d’ufficio, diventando libero di firmare a parametro zero con qualsiasi altra squadra, anche a mercato chiuso.
Il ruolo del Fondo di Garanzia dell’AIC
Ma cosa accade se il club fallisce o scompare, lasciando i calciatori senza i propri soldi? In questo scenario interviene il Fondo di Garanzia dell’AIC, alimentato da una percentuale dei diritti televisivi e delle sanzioni irrogate nel calcio professionistico.
Questo fondo assicura che, anche in caso di crac societario, i calciatori di Serie C possano recuperare almeno una parte consistente degli stipendi arretrati non percepiti, garantendo una rete di sicurezza fondamentale per chi vive di questo sport a livelli in cui i salari non consentono rendite vitalizie.