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La clamorosa rottura interna al Tottenham ha innescato un vero e proprio braccio di ferro internazionale. Quando Cristian “Cuti” Romero ha pronunciato quel secco “voglio solo l’Inter”, rifiutando l’oro del Barcellona e spegnendo i sogni di gloria della Juventus per Djed Spence, l’ambiente nerazzurro si era illuso che la strada per il doppio colpo fosse ormai spianata. Ma i sognatori ad Appiano Gentile hanno dovuto fare i conti con l’uomo più temuto del calciomercato europeo: Daniel Levy.
Il presidente degli Spurs, noto in tutto il mondo per la sua totale inflessibilità nelle trattative, ha reagito con una furia fredda e calcolata alla ribellione del suo capitano. Fonti vicine al club londinese parlano di un Levy letteralmente infuriato, pronto a minacciare misure drastiche: “Romero non si muove da Londra a queste cifre, anche a costo di restare in tribuna per un anno”. Ma sul cammino dell’ostinato patron inglese si è stagliata la figura di Beppe Marotta, che ha già pronta la carta segreta per far saltare il banco.
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Il muro di Daniel Levy: “Nessuno ricatta il Tottenham”
La presa di posizione di Levy non è solo una questione di soldi, ma di principio e autorità. Cedere al “ricatto” di un giocatore che chiede la cessione a prezzo di saldo rischierebbe di creare un precedente pericolosissimo all’interno dello spogliatoio del Tottenham, soprattutto in un momento in cui la squadra è impegnata nella ricostruzione tecnica. Per questo motivo, il presidente degli Spurs ha rispedito al mittente la prima bozza d’offerta presentata dagli intermediari dell’Inter.
La richiesta iniziale di Levy per liberare il pacchetto comprendente Romero e il terzino Djed Spence sfiora i 110 milioni di euro, con una pretesa di pagamento immediato senza dilazioni pluriennali. Una cifra volutamente fuori mercato, pensata per scoraggiare l’Inter e costringere Romero a più miti consigli. Ma Levy non ha fatto i conti con l’ingegno finanziario di Beppe Marotta, che insieme al direttore sportivo Piero Ausilio ha studiato una strategia d’assalto capace di aggirare il muro inglese.
La contromossa di Marotta: l’offerta da 95 milioni e la contropartita shock
L’Inter sa perfettamente che la volontà di Romero è un’arma potentissima, ma sa anche che per piegare la resistenza di Levy serve una proposta concreta, intelligente e soprattutto irrinunciabile. Nelle ultime ore, direttamente da Viale della Liberazione, è partita la stesura dell’offerta definitiva che verrà recapitata a Londra.
La proposta nerazzurra si attesta su una valutazione complessiva di 95 milioni di euro, strutturata in questo modo:
- 55 milioni di euro cash come base fissa per il cartellino di Cristian Romero.
- 25 milioni di euro di parte fissa per l’esterno Djed Spence.
- 15 milioni di euro di bonus facilmente raggiungibili, legati alle presenze dei due calciatori e agli obiettivi stagionali dell’Inter (scudetto e cammino in Champions League).
Per convincere definitivamente il Tottenham ad accettare la dilazione del pagamento in due comode rate, Marotta ha deciso di inserire nell’affare una contropartita tecnica che risolverebbe un enorme problema numerico nella rosa degli Spurs: il cartellino di Kristjan Asllani. Il centrocampista albanese, ormai chiuso nelle gerarchie nerazzurre dalla crescita esponenziale di Calhanoglu e Zielinski, piace moltissimo in Premier League per le sue geometrie e la sua freschezza atletica, e rappresenterebbe il tassello ideale per completare la mediana del Tottenham.
Chivu preme per la chiusura: la difesa ha bisogno del suo leader
Mentre i vertici societari combattono questa logorante guerra diplomatica a colpi di milioni e clausole, il tecnico Cristian Chivu osserva la situazione con comprensibile ansia. La nuova Inter ha iniziato il ritiro precampionato mostrando ottime trame di gioco a centrocampo, ma palesando ancora qualche disattenzione di troppo nel reparto arretrato.
L’addio dei senatori storici ha lasciato un vuoto di leadership che solo un giocatore del calibro e della personalità del “Cuti” Romero può colmare. Chivu ha bisogno del centrale argentino per dare sicurezza all’intera retroguardia e permettere a Pavard e Bastoni di spingere con maggiore libertà. Inoltre, l’arrivo simultaneo di Djed Spence risolverebbe una volta per tutte il vuoto spaventoso lasciato sulla fascia destra dalla cessione di Dumfries.
Le prossime 48 ore saranno decisive per il futuro della Serie A
Gli intermediari sono al lavoro senza sosta sull’asse Milano-Londra per limare le distanze e ammorbidire la posizione di Daniel Levy. L’Inter vuole chiudere l’operazione prima della partenza della squadra per la tournée internazionale, così da regalare a Chivu i due tasselli mancanti per blindare lo scudetto e dare l’assalto all’Europa che conta.
Se l’operazione dovesse andare in porto alle cifre e con le modalità studiate da Marotta, si tratterebbe del più grande capolavoro di ingegneria finanziaria della storia recente del club nerazzurro. Una mossa che lascerebbe la Juventus di Giuntoli con un pugno di mosche in mano e proietterebbe l’Inter in una dimensione di assoluta e indiscussa favorita per la prossima stagione. I tifosi nerazzurri trattengono il respiro: il muro di Londra sta per vacillare sotto i colpi del re del mercato Beppe Marotta.